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  • Paola Chiani

L'arte di meditare

Aggiornato il: apr 25

Sapete che la parola meditare viene dal verbo latino meditàri, forma intensiva del verbo mederi che ebbe il significato di «curare», «medicare».

È proprio il caso di dire che chi medita si medica!


Gli scienziati hanno scoperto che certe frequenze cerebrali (particolarmente le onde Alpha e Theta) possono:


- alleviare lo stress e promuoverne una duratura e sostanziale riduzione nelle persone soggette a stati di ansia,

- facilitare un profondo rilassamento fisico e maggiore chiarezza mentale,

- incrementare l'abilità verbale e anche la prestazione dell'IQ a livello verbale,

- sincronizzare meglio i due emisferi del cervello,

- richiamare immagini mentali vive e spontanee ed il pensiero creativo immaginativo,

- ridurre il dolore, promuovere l'euforia e stimolare il rilascio di endorfine.


Queste frequenze cerebrali si raggiungono attraverso varie tecniche di meditazione, ma non solo, se siamo in onde alpha o meglio ancora in onde theta, le persone intorno a noi vibreranno alla nostra frequenza per risonanza e i nostri emisferi saranno armonici e coerenti.




Fonte: https://www.progettogaia.eu/index.php?id=basi



Cosa accade al nostro organismo quando meditiamo?

Le ricerche di neuroscienziaati come Damasio, Panksepp, MacLean ve il Premio Nobel Edelman hanno evidenziato che la Consapevolezza di Sé, o senso di identità, è l’effetto coerente e sincronico della rete che connette le principali aree del cervello, ossia:


- la consapevolezza corporea (cervello rettile),

- la consapevolezza emotiva (cervello mammifero),

- la consapevolezza mentale razionale e intuitiva (i due emisferi del cervello superiore o neocorticale).


Immagine da https://www.alzheimer-riese.it/ - Paul MacLean, The Triune Brain in Evolution (Il Cervello Uno-e-Trino nell'Evoluzione), anche se alcuni concetti sono superati, rende l’idea.



Un sviluppo armonico di queste dimensioni umane è un principio fondamentale per un’educazione alla consapevolezza globale di Sé.


La pratica della meditazione e della consapevolezza del sè producono effetti benefici in vari ambiti:

Neurofisiologico

L’effetto della meditazione tende

  • a ridurre la carica del sistema nervoso simpatico (eccitatorio-attivante) che genera tensione muscolare, nervosa e psicologica e

  •  a migliorare l’azione del sistema nervoso parasimpatico (rilassante-calmante), che riduce la frequenza del respiro, l’ipertensione sanguigna e il battito del cuore, prevenendo o migliorando lo stato delle malattie cardiache in generale.

Facilita l’aumento del piacere di vivere e di sentirsi soddisfatti con miglioramento degli ormoni del benessere come
  • l’endorfina (l’ormone della soddisfazione e della pace),

  • la serotonina (l’ormone del piacere fisico), la dopamina (l’ormone dell’entusiasmo e del gioco),

  • l’ossitocina (l’ormone dell’amorevolezza e della cura) e

  • il DEHA (deidroepiandrosterone – l’ormone endogeno prodotto dal surrene conosciuto come l’ormone della giovinezza).

Migliora la stabilità emotiva, promuove una migliore capacità di percezione ed espressione delle emozioni
  • migliora l’empatia, l’affettività, la comprensione reciproca e la comunicazione, e quindi le relazioni umane in generale,

  • permette, grazie all’aumento dell’endorfina, di sentire meno la fatica e il dolore (anche il dolore cronico e da cancro) e quindi di essere più adatti alle prove della vita.

Coerenza Cerebrale

A livello neurofisiologico la meditazione aumenta la sincronizzazione tra le aree del cervello (coerenza elettroencefalografica) che si manifesta come migliore stato di consapevolezza di sé, centratura, presenza, chiarezza del pensiero e capacità di concentrazione. In generale migliora le attività cognitive, dell’apprendimento, della creatività e dell’intuizione a tutte le età.

Fonte: https://www.progettogaia.eu/index.php?id=basi



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